"Il tempo Vivo delle Donne" in memoria di Giulietta Fava vittima di femminicidio

Troppo spesso giungono notizie di donne uccise, picchiate, violentate nel corpo e nello spirito, e ancora troppo spesso è la violenza a parlare, a tingere di sangue vite di donne indifese e inermi di fronte a un uomo che diceva di provare amore. Ma non è amore quello che ti massacra di botte, e non è amore neanche quello che spezza la tua vita e che spinge a possedere una donna come se fosse un oggetto che non pensa, che non piange, che non soffre. 

Con tante scarpette rosse a segnare il percorso, accompagnate dalle note di un violino e di una chitarra, l’Associazione Culturale Quo Vadis ha inaugurato l’evento “Il tempo vivo delle donne. Arte contro il femminicidio”. I locali della Fondazione Marzano hanno fatto da sfondo ad una serata di profonda riflessione e ad alto contenuto emotivo in memoria di Giulietta Fava, cittadina bovese uccisa dal marito nel ‘79. L’omicidio di genere” nei confronti delle donne è ormai una piaga della nostra società e quotidianamente alla ribalta sulle pagine di cronaca nera: questa grande iniziativa di solidarietà ha voluto essere non solo una denuncia, ma anche uno sprono per tutte le donne che non sono ancora riuscite a dare voce al loro dolore.

Le storie di violenza di Mary, Tatiana, Fabiana, Stefania, Barbara, Minerva e Giulietta sono state il “fil rouge” di questa rassegna artistica “a tutto tondo”, iniziata con la proiezione del video “Silenzio” creato dall’artista digitale Eleonora Meloni, impegnata nella collaborazione con diverse associazioni che difendono da ogni tipo di sopruso. La serata è poi proseguita con il reading teatrale scritto da Maria Natalia Iiriti, curato da Maria Antonietta Cristarella e interpretato da Valeria Candito, Loredana Caridi, Roberta D’Aguì, Ilenia Modaffari, Rosita Palamara, Maria Giovanna Quattrone e Maria Concetta Tuscano.

E poi ancora le note di Cristian Iiriti, Tonino Nucera e Fabrizio Leone ad accompagnare la voce di Claudia Iiriti, il racconto di Melania Michelli e infine le opere d’arte di Alessia Leuzzo, Caterina Bertuca e Umberto Lopresti. Tanti gli interventi a conclusione della serata, il sindaco di Bova Marina Vincenzo Crupi, il primo cittadino di Condofuri Salvatore Mafrici, le responsabili della Consulta per le Pari Opportunità di Condofuri Domenica Clemensi e Irma Praticò, il responsabile di “Amnesty International” per la Calabria, Lorenzo Logoteta, la presidente del Centro Italiano Femminile per la Calabria, Angela Laganà e, infine Denise Ensigne, responsabile del Centro Antiviolenza “Casa delle donne Madonna di Lourdes” di Reggio Calabria.

Numerosi anche i supporti e i contributi importanti come quello delle Suore Oblate del Sacro Cuore di Bova Marina, del parrucchiere Salvatore Clemensi, della Consulta Giovanile di Bova Marina, dei partner mediatici Tele Bova Marina e Tele Melito, dell’Associazione Culturale “Nuova Sinfonia” di Condofuri, dell’Associazione Culturale “Le finestre di Emidio” di Roma e della Consulta per le Pari Opportunità di Condofuri.

In ultimo, il lancio di palloncini nel cielo notturno di Bova Marina a simboleggiare il senso di libertà che ogni donna dovrebbe provare è stato la degna chiusura di una serata importante e profonda. Quel volo scandito dai nomi di tutte le donne uccise in Italia nel 2014 ha omaggiato la loro memoria e ha ricordato a tutti i presenti con gli occhi al cielo, quello che è accaduto loro.

Articolo di Antonella Plutino

Foto di Massimo Palamara

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