“NELL'OMBRA DELLA RESISTENZA”. Mostra dedicata ai Partigiani del Sud Italia

In occasione del settantesimo anniversario della Liberazione italiana, l’Associazione Quo Vadis ha allestito una mostra fotografica e documentale dal titolo “Nell’ombra della Resistenza” con l’intento di presentare documenti editi e inediti sull’impegno dei partigiani calabresi impegnati nelle lotte di liberazione al Nord. La mostra curata da Viviana Iiriti e sviluppata con la consulenza della prof. Elisabeth Bellucci (Liceo artistico “Virgo Fidelis” di Trebisacce) ha offerto nuovi spunti di riflessione su un argomento poco trattato nel contesto quotidiano meridionale. 


Partendo dal presupposto che non esiste una guerra in cui non sia stato versato il sangue dei nostri giovani così come non esiste un'Italia del Nord senza il duro lavoro e il sacrificio degli uomini del Sud emigrati in cerca di fortuna, si può affermare allo stesso modo che non può esistere una storia del partigianato in cui si escluda il contributo dei nostri corregionali.

 

La mostra fotografica ha voluto porre l’attenzione a quegli aspetti della vicenda storica più importante del secolo scorso ricordando il valore di coloro che giacciono attualmente solo nelle carte di certi archivi nazionali, nelle schede digitali di alcuni dediti istituti di ricerca e diffusione  del periodo di liberazione e negli scritti di pochi validi studiosi che hanno dedicato parte del loro tempo a ridare alla luce i nomi dei partigiani dell’Area Grecanica.

Il percorso allestito in occasione del “Mercatino di primavera, cultura e libertà” svoltosi nelle date del 25 e 26 aprile 2015, è stato sviluppato seguendo tre  filoni distinti con l’intento di evidenziare alcune delle azioni ancora oggi poco conosciute e rimaste appunto nell’ombra.

I Primi pannelli espositivi hanno riproposto le vicende di nomi già noti, tutti giovani calabresi deceduti durante le operazioni clandestine tra le file partigiane, tra cui Fortunato Caccamo, carabiniere fucilato a Roma il giorno prima della liberazione della città, Vinicio Cortese, morto sacrificandosi per i suoi compagni, Franco Lavinji, arso vivo dai tedeschi nelle strade del Nord, Emilio Sacerdote, morto nel campo di concentramento di Bergen Belsen, Donato Benedicenti, fucilato nel massacro delle Fosse Ardeatine e Bruno Tuscano, di Palizzi, leader della sua Brigata a soli 25 anni e morto per mano dei fascisti in seguito ad un attentato.

Largo spazio è stato dedicato alle lettere dei condannati a morte e a diversi documenti multimediali come approfondimento dei temi trattati. Il percorso si è concluso con la visione di un documentario degli anni 60, in cui è stato possibile rendere omaggio alle operazioni di supporto delle donne impegnate nelle lotte partigiane.

Dalle ricerche d’archivio effettuate in occasione dell’allestimento della mostra sono stati resi noti alcuni elenchi riportanti nomi nuovi di partigiani riconosciuti e non, tutti nati nei comuni dell’Aerea Grecanica, i quali meriterebbero ulteriori studi e approfondimenti da parte degli studiosi. Le fonti di queste voci nuove sono: la banca dati dell’ISTORETO e la banca dati degli iscritti all’ANPI di Roma.