Bova: un Museo alla Memoria dello studioso Gerhard Rohlfs

 

 

Era il 1921 quando il glottologo Gerhard Rohlfs intraprese il suo primo viaggio in Calabria. Soldato durante la prima guerra mondiale, tra i campi di prigionia, scoprì un grande interesse nei confronti dei numerosi dialetti esistenti in Italia che lo portò ad abbandonare, a guerra finita, gli studi di botanica precedentemente intrapresi. La nostra Regione gli donò una grande sete di conoscenza, ed egli con il suo interesse spietato illuminò i nostri territori, che tanto avevano bisogno di essere “salvati”, come egli stesso diceva nei suoi appunti.

“In questa Terra infiltrata della cultura di parecchi secoli, e in cui tante nazioni si avvicendarono l’una dopo l’altra, ogni fiume, ogni pietra, ogni paesello annidato su di una rupe rappresenta qualche cosa piena di memorie storiche; e da tutta la superficie sua spira come un soffio di antico e venerabile tempo” .

L’Aspromonte l’accolse tra osterie, trattorie, piccoli alberghi, strade lunghe, strette e ripide, da percorrere con lo zaino in spalla a dorso di mulo. E, percorrendo quelle strade, sedendo a quei tavoli, parlando con la gente che presto diventò sempre più familiare, scoprì questa grande ricchezza. Raccolse ogni istantanea e ogni singolo scorcio di questa terra così aspra, e allo stesso tempo benevola, in un’enorme quantità di scritti (c.ca 700) e, con una particolare attenzione per l’Area Jonica tra Bova e Roghudi, riuscì a dimostrare l’esistenza di un legame inossidabile tra ellenismo e parlate locali, che andava aldilà della lingua scritta e orale, influenzando in maniera radicale tradizioni, usi e costumi di quei territori.

A coronamento dell’ epopea rurale di questo grande studioso, il Comune di Bova nel 1968 decise di conferirgli la “CITTADINANZA ONORARIA”, la più alta onorificenza che il piccolo borgo calabrese potesse offrirgli, a testimonianza di un lavoro che va oltre le parole, la lingue e gli studi semantici, che si concretizza nell’esperienza della comprensione delle proprie radici e nella rivendicazione del proprio ruolo nel panorama socio-culturale italiano.

Il 21 Maggio 2016 a Bova, capitale culturale della bovesìa, verrà inaugurato il “Museo della lingua Greco-calabra” dedicato alla memoria dell’insigne studioso che, anche in punto di morte, in maniera spontanea volle omaggiare questa terra rivolgendogli un ultimo saluto: “Mi saluti l’Italia, mi saluti gli amici calabresi…” disse all’amico medico che si occupava delle sue cure.

L’Evento si unisce alla Seconda Giornata di Studi del progetto “CONOSCERE PER TUTELARE” promosso dall’Assessorato alle minoranze linguistiche della Provincia di Reggio Calabria e organizzato dall’Associazione Culturale Quo Vadisdi Bova Marina in collaborazione con il Comune di Bova, Aiab Calabria, Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare e il Parco Nazionale dell’Aspromonte.