MERCATINO DI PASQUA 2014. Passeggiando fra Arte e Artigianato

Provate a fare un tuffo con l'immaginazione in un classico pomeriggio di una domenica primaverile: odor di caffè per le strade ormai quiete, il tepore delle ore più calde e la pancia piena che induce al dolce riposo nelle proprie case mentre all'esterno, in una piazzetta assolata il silenzio e la tranquillità regnano sovrani. Poi una voce, l'agitarsi di ramazze e scope ed il rombo delle macchine che iniziano ad arrivare le une dietro le altre; ecco i tavoli, il via vai laborioso e paziente, scatoli su scatoloni e l'amorevole premura delle mani che volteggiano per sistemare con cura gli oggetti.

 

 

 Dal vuoto, nel volgersi di qualche ora, un formicolio di genti e la piazza si mostra ai visitatori come una signora agghindata a festa, rivestita di pizzi, ricami e gioielli di ogni sorta; imbellettata con trucchi e profumi, già pronta a degustare dolcetti e bontà d'ogni tipo mentre i suoi occhi si volgono alle bellezze dell'arte. Ecco, quel che avete appena immaginato non è poi così istante dalla realtà perchè è proprio quel che è accaduto domenica 13 aprile presso l'Oratorio Salesiano di Bova Marina, per il terzo mercatino artigianale organizzato dall'associazione "Quo Vadis" in prossimità delle feste pasquali. Diversi commercianti, artigiani e hobbisti hanno colto l'occasione per mettersi in gioco scendendo in piazza al fine d'incontrare il pubblico e far conoscere i prodotti, la propria attività e non solo: tutorial e spiegazioni hanno concesso ad alcuni di loro di coinvolgere in modo più attivo i visitatori, permettendo a questi ultimi di avere un assaggio conoscitivo più particolareggiato e approfondito delle varie fasi delle lavorazioni dei alcuni prodotti o la possibilità di osservare lo loro evoluzione direttamente dal vivo.

 

 

 Anche stavolta gli organizzatori dell'evento hanno scelto di dare risalto all'attività artigianale: lavori in decoupage, tecniche antiche di ricamo, il sapiente uso dell'uncinetto nelle sue forme più moderne come nella realizzazione di borse o gioielli e ancora bijoux in rame o la scoperta di nuove tecniche come quella del sospeso trasparente, costituiscono esempi dei diversi lavori presenti. Ma il mercatino "Quo Vadis" di aprile è stato molto altro ancora. Da momenti d'intrattenimento pensati per i più piccoli con balli e musiche a a repertori folkloristici con strumenti tradizionali per allietare gli adulti, il tutto condito dalla presenza di stand gastronomici forniti di prodotti locali e dolci tipici delle feste. E per chi ama la bellezza l'introduzione di una grande novità: "ArteMix" la prima mostra di arte mista che ha visto coinvolti alcuni artisti del luogo.

Realizzata in uno spazio attiguo al mercatino, essa ha donato un respiro sul giovane mondo dell'arte locale nelle sue classiche forme della pittura e della scultura in ceramica, insieme ad altre forme poco conosciute o nuove, realizzate con differenti tecniche e materiali d'utilizzo. In conclusione, tirando le somme, possiamo dire che la curiosità, l'incontro fra l'artista e l'osservatore, il confronto fra venditore e acquirente, lo cambio di parole che ne nasce, i consigli e le informazioni, hanno fatto sì che questo mercatino non sia stato semplicemente una mera esposizione di prodotti ma un luogo ove porre in prima fila la persona e solo in seguito l'oggetto.

In una fase moderna dell'industrializzazione ove la corsa al consumismo ha calpestato, sottovalutando e facendoci dimenticare, il lavoro dell'artigiano e del piccolo commerciante a favore dei grandi numeri, della massificazione e del falso risparmio di tempo e denari, attività come queste ci riportano alla mente l'importanza del lavoro di un artista o artigiano che sia, la sua unicità e i suoi diritti. Ci ricordano come nell'acquisto del singolo oggetto vi sia tutto un mondo non visto: il tempo trascorso per imparare, le fatiche umane, gli errori, le vittorie e soprattutto una parte del cuore di chi realizza a mano quel lavoro. Infine, riflettendosi nello specchio del territorio, valorizzano ai nostri occhi i luoghi che le ospitano e di riflesso ci rammentano come "una comunità che non sostiene i propri artisti sacrifica l'immaginazione all'altare della cruda realtà, rischiando di coltivare sogni senza valore."

Scritto da Tiziana Nucera